Liberi di.... - Fondazione Opera Don Pippo ONLUS

Liberi di….



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Progetto “Liberi di…”

Percorsi di autonomia per disabili e per le loro famiglie

Il Progetto “Liberi di” vuole essere prima di tutto un messaggio per le famiglie, vuole dare una vera possibilità di sentirsi “liberi di crescere insieme” ai propri figli e alla comunità, “liberi di conoscersi” attraverso l’incontro e il confronto con chi può aiutarci e condividere con noi un vissuto, un emozione, un’ esperienza.

Tutto questo aiutando giovani disabili a sentirsi a loro volta “liberi di abitare” mettendosi alla prova tra le mura domestiche,con la volontà di renderli “liberi di muoversi” in città e di godere a pieno delle loro capacità.

La lumaca alata racconta di caratteristiche comuni, di rispetto per i tempi di ognuno di noi, di possibilità di volare nella propria vita con le proprie ali…

Il nostro progetto nasce a partire da tre stimoli:

  • La programmazione territoriale che delinea alcune prospettive di evoluzione nei servizi.
  • L’analisi dei bisogni che intercettiamo ogni giorno dalle famiglie di giovani disabili che esprimono l’esigenza di essere orientate sul progetto di vita dei loro figli, di fronte ad un contesto incerto di percorsi possibili.
  • Una crescente preoccupazione per la riduzione delle risorse.

L’idea di fondo è quella di offrire alle famiglie di giovani disabili “pacchetti di proposte innovative e sperimentali” che possano, in modo flessibile e modulare essere una risposta al bisogno di orientamento e sostegno. In primo luogo con la costruzione di gruppi di lavoro composti da educatori, disabili e famiglie disponibili a lavorare sul tema delle autonomie, partecipando a forme graduali di sperimentazione di vita autonoma.

Due aspetti fondamentali sono: la centralità della persona intesa come il porre al centro degli interventi e dei propri servizi la persona nella sua globalità, definendo di volta in volta interventi sempre più specifici e la valorizzazione e la cura delle risorse umane, vero e unico capitale attraverso cui si attua, si sviluppa e si migliora la qualità operativa.

“Liberi di… ABITARE” è nato nel gennaio 2013 ed è rivolto a giovani persone disabili per lo sviluppo di percorsi di autonomia abitativa. Da qui l’idea di proporre ad un piccolo gruppo di ragazzi una nuova esperienza, incontrarsi per mettersi alla prova tra le mura domestiche, al supermercato e in spaccati di vita quotidiana, al di fuori delle loro famiglie. Questo per aiutare i ragazzi a percepirsi come adulti competenti, in grado di gestire parte della loro vita in autonomia, anche attraverso la condivisione di luoghi comuni in cui sentirsi sempre più partecipi e responsabili.

In parallelo all’esperienza dei ragazzi, le famiglie vengono accompagnate con incontri individuali e di gruppo dove emergono i punti di forza e le criticità del percorso, ragionando sull’esperienza diretta dei loro figli, sui racconti e sul loro vissuto. Specialmente alle prime esperienze le famiglie devono essere aiutate a vivere la separazione dal figlio come un momento positivo per tutti, trasformando il futuro distacco in una normale evoluzione dell’essere adulti e non un obbligo imposto dagli eventi della vita. In tal modo anche i ragazzi, vedendo la serenità e la fiducia dei genitori, vivranno al meglio l’esperienza.

Le attività sono decise di volta in volta con la partecipazione attiva dei ragazzi e prevedono:

  • preparazione della colazione
  • decisione del menù per il pranzo e conseguente lista della spesa
  • spostamento casa-supermercato e supermercato-casa
  • spesa
  • pulizie e cura degli ambienti
  • seguire il ricettario nella realizzazione del piatti
  • spostamenti in tram

In una prima fase i ragazzi vengono accompagnati nello sperimentarsi in nuove situazioni attraverso consigli, esempi, dimostrazioni pratiche di come deve essere fatta una determinata cosa, lasciando gradualmente più spazio per mettersi alla prova con la nostra supervisione. Supervisione che ci permette di osservare le difficoltà e studiare, provare e trovare le strategie e gli strumenti più adatti per ogni singola situazione e ragazzo, come liste della spesa divise per categorie di prodotti o bigliettini con il nome della fermata da far vedere al conducente del tram o ancora l’utilizzo di un portafoglio AIPD in cui è più immediata l’identificazione dei vari tagli di banconote.

Per delineare un itinerario educativo nell’ambito dell’autonomia e definire aree da esplorare e abilità da raggiungere è necessario rispondere alle domande “quali sono le competenze minime essenziali per cavarsela da soli?” e ancora “di cosa ho bisogno per la mia vita quotidiana, il lavoro, il tempo libero?”.

Analizzando tali esigenze formative è possibile raccogliere in 6 aree educative gli obiettivi di tale itinerario:

  • comunicazione
  • orientamento
  • comportamento stradale e uso dei mezzi di trasporto
  • uso del denaro
  • uso dei servizi
  • capacità domestiche

Comunicazione: uno dei primi passi verso l’autonomia è costituito dal possedere una buona capacità di comunicazione, la possibilità di poter esprimere i propri bisogni, i propri desideri, i propri pensieri. E’ essenziale sviluppare la capacità di chiedere informazioni, il poter spiegare cosa si desidera nei negozi o negli uffici, il saper dare i propri dati personali, il saper usare il cellulare.

Orientamento

Comportamento stradale e uso dei mezzi di trasporto

Per questi due obiettivi specifici abbiamo pensato di dare una risposta mirata alle esigenze di ognuno, dentro o fuori un lavoro più ampio sull’autonomia abitativa, attraverso:

“Liberi di… MUOVERSI!”

-educazione stradale

-utilizzo mezzi di trasporto

-educazione stradale per chi utilizza carrozzine elettriche

Cerchiamo di dare ai ragazzi gli strumenti per muoversi in sicurezza in città, attraverso esperienze dirette che li mettano in condizioni di sperimentare, a piedi,in tram o in carrozzina elettrica, i percorsi e i metodi per recarsi nei loro luoghi di interesse, da prima in compresenza con un educatore e poi gradualmente spinto al raggiungimento del miglior livello di autonomia possibile.

Uso del denaro: l’obiettivo è in questo ambito permettere ai ragazzi di utilizzare il denaro per fare acquisti autonomamente. La conoscenza dell’uso del denaro passa prima attraverso la familiarità e il valor d’uso e poi attraverso la competenza; aldilà di ogni esercitazione sarà quindi importantissimo proporre occasioni di acquisto ricorrenti in cui i ragazzi possano sperimentarsi, ognuno con le sue strategie, nell’utilizzo del denaro.

Uso di servizi: sapere individuare i negozi utili all’acquisto dei vari prodotti e la conoscenza e uso dei principali uffici pubblici e dei più comuni luoghi di divertimento.

Capacità domestiche: spesso alle persone con disabilità non viene data la possibilità di sperimentarsi in cucina, pensando sia molto pericoloso per loro utilizzare utensili e fornelli. Questo è dovuto alla scarsa fiducia nelle competenze che i ragazzi possono acquisire. Attraverso l’uso di una serie di strategie,come ad esempio munirli di un ricettario specifico AIPD dove sono presenti immagini e indicazioni dettagliate sui passaggi da eseguire ed eventuali pericoli a cui prestare attenzione, è possibile mettere i ragazzi in condizione di portare a termine in autonomia una ricetta, dalla lista della spesa alla realizzazione del piatto.

Lavoriamo per il raggiungimento di tali obiettivi attraverso una serie di attività impostate in modo da dare ai ragazzi la possibilità di esprimere al meglio le loro potenzialità e partecipare in prima persona all’organizzazione e allo sviluppo dei vari aspetti da considerare.

Inoltre, il progetto vuole portare un valore aggiunto alle rete dei servizi per disabili, contribuendo ad integrare l’offerta pubblica con un’offerta privata orientata direttamente alle famiglie e accettando la sfida che ci consegna questa fase storica in cui occorre andare a ridefinire il modello di welfare alla luce di una oggettiva diminuzione di risorse che porta i servizi pubblici a concentrare maggiormente le risorse sui servizi accreditati ad alta intensità assistenziale, lasciando scoperta la fascia di servizi non accreditati e di prossimità.

Una prossimità che vorremmo incentivare attraverso

“Liberi di… CRESCERE INSIEME!”

-interventi domiciliari

-ascolto attivo e supporto psicologico per genitori

-osservazione e suggerimento di strategie educative adeguate

-sviluppo di strumenti di autonomia per la persona con disabilità

Attraverso interventi domiciliari vorremmo dare la possibilità alle famiglie di trovare una “sponda amica” e professionale per affrontare insieme le difficoltà del quotidiano, migliorando così la qualità della vita di tutto il nucleo. Tutto partendo proprio dalle criticità esposte dalla famiglia nel colloquio conoscitivo che precederà l’intervento, in un ottica di progettazione condivisa.

Integrando questa possibilità con

“Liberi di… CONOSCERSI!”

-incontri di sensibilizzazione e promozione culturale

-incontri di info-formazione per i genitori

-gruppo di auto-mutuo-aiuto per genitori

Organizzazione di momenti di incontro ed eventi tutti inerenti al tema dei diritti umani, con un focus specifico sulla disabilità; ci piacerebbe coinvolgere, oltre alle famiglie che già aderiscono al progetto, nuove famiglie con l’intenzione di informare e formare i genitori sulle nuove possibilità di crescita per i loro figli e offrire uno spazio di confronto attraverso la creazione di un gruppo di auto-mutuo-aiuto.

METODOLOGIA

Nell’impostazione del progetto e nella scelta delle modalità di realizzazione per le attività possono essere individuati alcuni nodi che ispirino l’intero stile di lavoro. Il rapporto deve essere basato sulla “verità” e la motivazione, è stato dato un grosso peso alla motivazione come stimolo per ogni apprendimento, nella convinzione che ciò possa essere un ottimo motore per l’insegnamento.

Questa modalità di rapporto rinforza nei ragazzi la convinzione di essere grandi e oggetto di fiducia da parte degli adulti. Tanto più la situazione sarà vera tanto più i ragazzi si sentiranno coinvolti, importanti e spinti ad agire.

La nostra scelta è di porre attenzione a che il loro ruolo nelle varie attività sia sempre il più centrale possibile. Sono i ragazzi i veri protagonisti dell’attività e della loro crescita.

La considerazione del loro essere grandi e il riconoscimento esplicito di tale ruolo, anche come rinforzo verso l’acquisizione di ulteriori autonomie, si realizza nel modo di rivolgersi ai ragazzi, nel linguaggio, nel tipo di attività proposte, adeguate al loro essere adulti. Dare fiducia ai ragazzi è importante in quanto li stimola ad avere maggiore iniziativa e coraggio nel fare le cose. La considerazione del loro essere grandi comporta anche il mantenere nella conversazione coi ragazzi un piano di realtà, non assecondando fantasie impossibili, ma aiutandoli a confrontarsi con fatti reali vissuti o vivibili. Quest’aspetto viene particolarmente curato anche parlando coi ragazzi dei loro desideri e progetti per i futuro, cercando di capire quali siano ad esempio le competenze necessarie per fare un determinato lavoro.

Questo metodo prevede percorsi e strategie personalizzate per ogni ragazzo, a partire dall’analisi delle abilità già possedute. Per ogni ragazzo vengono individuate strategie per renderlo autonomo che partono dalle sue risorse.

La metodologia di lavoro è globalmente caratterizzata da un approccio progettuale in cui ogni proposta nasce sempre da un riferimento agli obiettivi e dall’analisi della situazione e delle risorse a disposizione. Nello svolgimento delle attività vengono anche utilizzati strumenti che possono facilitare l’esecuzione di alcuni compiti e fungere da ausili per raggiungere degli obiettivi di autonomia scelti.

La scelta dell’età degli operatori (non superiore ai 30-35 anni) è determinata dal poter condividere con i ragazzi un certo spirito e poter essere percepiti vicini nelle esperienze di vita.

I ragazzi vengono sempre stimolati al confronto, sia con i compagni che con l’operatore, per far crescere in loro la consapevolezza dell’essere adulti in un clima di condivisione. Aspetto molto importante è il non sentirsi giudicati, questo permette di esprimersi con maggiore libertà e riduce notevolmente l’uso di bugie. Durante le attività esterne ai ragazzi viene chiesto di sfruttare tutte le possibilità di aiuto per raggiungere l’obiettivo (es. in tram chiedere al conducente di avvisarlo al momento di scendere, chiedere ad un passante indicazioni per raggiungere una fermata o un negozio, rivolgersi ai commessi per farsi indicare gli scaffali con il prodotto che desiderano ecc.).